a cura della dr.ssa Aurora Mirabile
Medico Oncologo Ultraspecialista in Tumori delle cavità nasali e dei seni paranasali
Ospedale San Raffaele di Milano

Cos’è il cancro delle cavità nasali e dei seni paranasali

È un tumore che si può sviluppare nelle cavità nasali e nei seni paranasali, quali:

etmoide (situato tra occhio e naso),
sfenoide (situato dietro gli occhi),
frontale (situato nella fronte) o
mascellare (situato nella mascella).

La sede più colpita è il seno mascellare seguito dalla cavità nasale e dal seno etmoidale, più raramente i seni frontale e sfenoidale.

Tumore delle cavità nasali e dei seni paranasali

Sintomi del tumore delle cavità nasali e seni paranasali

Questi tipi di tumori solitamente hanno una crescita locale con estensione alle strutture vicine (es. orbita, cavo orale, rinofaringe, base cranica) e raramente ai linfonodi soprattutto sottomandibolari, latero-cervicali, mentre molto meno frequente è la capacità di dare metastasi, propria, invece, dei tipi meno differenziati (carcinoma scarsamente differenziato, carcinoma indifferenziato).

Sfortunatamente questi sono tumori che per lo più non danno sintomi tali da permettere una diagnosi precoce. I disturbi provocati da un tumore delle cavità nasali e dei seni paranasali sono prevalentemente:

  • Frequente sanguinamento dal naso (epistassi)
  • Visione doppia o calo della vista (diplopia o calo del visus)
  • Lacrimazione continua
  • Senso di ostruzione nasale (congestione nasale) di una o entrambe le narici
  • Cefalea
  • Secrezioni purulente dal naso
  • Diminuzione o scomparsa dell’olfatto (iposmia o anosmia)
  • Dolore e sensazione di compressione alle orecchie
  • Fuoriuscita dell’occhio dall’orbita (protrusione del bulbo oculare)
  • Ingrossamento dei linfonodi del collo

Se entro due settimane questi sintomi non regrediscono, è necessario consultare il medico.

Diagnosi del tumore delle cavità nasali e dei seni paranasali

L’otorinolaringoiatra effettua un esame approfondito, prelevando campioni di tessuto dalle zone sospette in anestesia totale (biopsia).

Inoltre, per poter valutare al meglio le dimensioni del tumore e l’eventuale coinvolgimento delle strutture vicine e delle ghiandole del collo (linfonodi), è indicato sottoporsi a una TAC (tomografia assiale computerizzata) del collo o ad una RM (risonanza magnetica) con mezzo di contrasto, mentre per una valutazione degli organi a distanza, nei casi più aggressivi, si può eseguire una PET (tomografia ad emissione di positroni) o una TAC (tomografia assiale computerizzata) torace-addome con mezzo di contrasto.

Test genomico per tumori del distretto testa e collo

Solo di alcuni dei tumori della testa e del collo conosciamo le alterazioni genetiche che ne costituiscono la concausa.

La mutazione di p53 nei tumori del cavo orale, l’iperespressione dei recettori per androgeni e/o di Her2 nei tumori delle ghiandole salivari o la mutazione di BRAF RET e RAS nei tumori tiroidei sono quelle più studiate, tuttavia sta diventando sempre più urgente la necessità di un profilo genetico personalizzato per individuare le mutazioni specifiche alla base di questi tumori.

Terapia del cancro alle cavità nasali e dei seni paranasali

Gli approcci terapeutici in ordine di importanza per la cura del tumore delle cavità nasali e dei seni paranasali sono:

– Chirurgia
– Radioterapia
– Chemioterapia

Tumore delle cavità nasali e seni paranasali

Se il tumore è ancora piccolo e localizzato viene asportato mediante intervento chirurgico, spesso eseguibile radicalmente (asportando tutto il tumore) anche con metodiche meno invasive, vale a dire mediante accesso endoscopico eventualmente seguito da radioterapia, in base ai fattori di rischio connaturati al tipo di malattia.

Se, invece, è in uno stadio avanzato, la guarigione è ancora perseguibile, ma il principale approccio terapeutico è la Chirurgia demolitiva, più invasiva, mediante la resezione cranio-facciale, seguita da radioterapia talvolta associata, in casi selezionati, a chemioterapia in base alle caratteristiche della malattia, al rischio che il tumore torni, all’età e alle altre malattie da cui è affetto il paziente.

Qualora la chirurgia non fosse fattibile per estensione di malattia, o per altre malattie di cui il paziente è affetto e che controindicano l’intervento, la Radioterapia può ancora essere un’opzione terapeutica curativa eventualmente concomitante a chemioterapia e sequenziale a chemioterapia di induzione (chemioterapia eseguita prima della radioterapia allo scopo di ridurre il volume di malattia e successivamente radioterapia o chemio-radioterapia concomitanti).

In caso di malattia avanzata che coinvolge altri organi (metastatica) l’obbiettivo non potrà più essere la guarigione, ma sarà la cronicizzazione della malattia mediante chemioterapia mentre la radioterapia sarà proposta per il trattamento delle sedi sintomatiche o a rischio di sanguinamento/frattura.

Effetti collaterali delle terapie antitumorali

Alla prima visita oncologica viene consegnato un foglio illustrativo degli effetti collaterali attesi, suddivisi per farmaco, nonché le principali terapie da assumere in caso di necessità.

Chemioterapia

I principali effetti collaterali riguardano i valori dell’esame del sangue: un abbassamento dei globuli bianchi può rendere il paziente più soggetto ad infezioni e dunque anche a febbre, l’abbassamento dei globuli rossi vuol dire che il paziente diventa anemico e potrebbe sentirsi più stanco e spossato, con aumento dei battiti del cuore, un abbassamento delle piastrine può provocare una maggiore facilità ai sanguinamenti anche per minimi traumi.

L’infiammazione della mucosa della bocca e dell’intestino possono provocare rispettivamente mucosite e quindi bruciore alla masticazione e alla deglutizione e diarrea.

Con alcuni tipi di chemioterapie si potrà avere un diradamento dei capelli fino ad una vera e propria alopecia, che regredirà progressivamente alla sospensione del trattamento.

Inoltre si potrà manifestare un peggioramento della funzione dei reni (evidenziabile agli esami del sangue e delle urine nelle 24 ore), del fegato (evidenziabile agli esami del sangue), un calo dell’udito (ipoacusia) o insorgenza di fischi alle orecchie (acufeni), piccoli tagli alla cute delle mani e dei piedi (paronichia), e un formicolio alle mani e ai piedi (parestesie), tutti effetti collaterali reversibili soprattutto se in fase iniziale.

Infine, la nausea e/o il vomito potrebbero presentarsi in corso di trattamento soprattutto nei primi 7-10 giorni dalla chemioterapia che regrediranno, poi nei giorni successivi.

Radioterapia

Il trattamento radioterapico eseguito sul distretto testa collo può provocare infiammazione di gola, bocca ed esofago tale da causare dolore alla masticazione e deglutizione (odinofagia), ridotta salivazione (xerostomia), piccole ulcere a lingua e cavo orale (mucosite) con eventuale sovrapposizione di patina biancastra (candidosi), difficoltà nella meccanica della deglutizione (disfagia) con possibile tosse successiva alla deglutizione stessa, infiammazione della cute interessata con rossore (eritema), gonfiore soprattutto sotto al mento (edema post-attinico), ustioni di vario grado con desquamazione e ulcerazione (radiodermite).

Il radioterapista e l’oncologo gestiranno con medicazioni ad hoc i suddetti effetti collaterali, e, laddove fosse necessario, proporranno per un breve periodo, il posizionamento di un tubicino che dal naso arriva nello stomaco (sondino naso-gastrico) in modo da poter garantire l’alimentazione e l’idratazione corretta e adeguata ai pazienti, per permettere la guarigione della zona interessata dall’infiammazione e a rischio di infezione.

Futuro

In questi tipi di tumori si sta studiando un tipo diverso di radioterapia che è l’adroterapia (prevalentemente protoni e ioni-carbonio), la quale dovrebbe essere più efficace soprattutto per i tumori più radioresistenti (come quelli di origine salivare) e ad estensione intracranica in quanto, essendo più mirata sugli organi malati, dovrebbe dare meno radiazioni ai tessuti circostanti.

Fattori di rischio per il tumore delle cavità nasali e dei seni paranasali

I fattori di rischio sono per lo più professionali: la lavorazione del cromo, del nichel e dell’acido isopropilico sono scientificamente correlati con l’insorgenza di carcinomi naso-paranasali, ma, soprattutto, con l’adenocarcinoma di tipo intestinale dell’etmoide (ITAC) che ha un quasi assoluto rapporto con la lavorazione del legno e del cuoio.

Casistica del tumore delle cavità nasali e seni paranasali

Si presenta prevalentemente tra i 55 e i 65 anni, con frequenza doppia nei maschi che nelle femmine.

I tipi prevalenti in ordine di frequenza sono: i carcinomi squamocellulari, l’adenocarcinoma (ITAC e non ITAC), i carcinomi di origine salivare, soprattutto l’adenoide-cistico, il carcinoma linfoepiteliale, il carcinoma indifferenziato (SNUC), il carcinoma mucoepidermoide, e i carcinomi neuroendocrini (SNEC) es. gli estesioneuroblastomi.

Siti di approfondimento

Tumoritestaecollo.it 

Sito dedicato interamente ai tumori del distretto della testa e del collo con approfondimenti sulle terapie oncologiche e sugli effetti collaterali dei farmaci antitumorali.

Medici Ultraspecialisti nella cura del Tumore delle cavità nasali e seni paranasali

Dr.ssa Mirabile Aurora
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Tumore della tiroide, Tumori del distretto testa-collo: bocca, laringe, faringe, ghiandole salivari, seni paranasali, Immuno-oncologia
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