a cura della dr.ssa Aurora Mirabile
Medico Oncologo Ultraspecialista in Tumore alla Cavità orale Ospedale San Raffaele di Milano

Cos’è il tumore della cavità orale

È un tumore che si può sviluppare in qualsiasi punto della bocca (labbra, guance, pavimento orale, palato duro, o quella regione situata oltre i denti del giudizio chiamata trigono retromolare), ma in Italia le sedi più frequenti sono: labbro inferiore, lingua e pavimento orale (sotto la lingua).

Sintomi del tumore della bocca

I disturbi provocati da un tumore nella cavità orale dipendono soprattutto dalla posizione in cui si trova e sono spesso sfumati, ma prevalentemente si manifestano con senso di gonfiore persistente, un’ulcera o lesione che non guarisce, con modesti sanguinamenti. Se entro due settimane queste ferite all’interno della bocca non sono guarite, è necessario consultare il medico.

Altri sintomi che potrebbero indicare un tumore orale sono:

  • senso di gonfiore persistente
  • ulcera o lesione che non guarisce
  • dolori/difficoltà a muovere la lingua o ad aprire la bocca
  • alito cattivo
  • difficoltà a deglutire
  • salivazione aumentata, talvolta mista a sangue
  • ingrandimento dei linfonodi (ghiandole del collo)
  • la protesi non aderisce più come prima

Diagnosi del tumore al cavo orale

L’otorinolaringoiatra effettua un esame approfondito del cavo orale, prelevando campioni di tessuto dalle zone sospette (biopsia).

Inoltre, per meglio studiare le dimensioni del tumore e l’eventuale coinvolgimento delle ghiandole del collo (linfonodi), è indicato sottoporsi a una TAC (tomografia assiale computerizzata) del collo o ad una RM (risonanza magnetica) con mezzo di contrasto, mentre per una valutazione degli organi a distanza si può eseguire una PET (tomografia ad emissione di positroni) o una TAC (tomografia assiale computerizzata) torace-addome con mezzo di contrasto.

Terapia del cancro alla bocca

Gli approcci terapeutici per la cura del tumore del cavo orale possono essere:

– Chirurgia
– Radioterapia/brachiterapia
– Chemioterapia
– Terapia biologica (cetuximab)

Se il tumore è ancora piccolo e localizzato, viene asportato mediante intervento chirurgico, oppure con una radioterapia molto localizzata (brachiterapia).

Se, invece, è in uno stadio avanzato, la guarigione è ancora perseguibile ma il principale approccio terapeutico è la Chirurgia con asportazione parziale o totale della lingua (glossectomia totale o parziale), con ricostruzione della stessa mediante il prelievo di tessuto di un’altra parte del corpo (solitamente braccio, petto), spesso seguita da una radioterapia talvolta associata a chemioterapia o a terapia biologica in base alle caratteristiche della malattia e al rischio che il tumore si ripresenti, all’età e alle altre malattie da cui è affetto il paziente.

La chemioterapia e la radioterapia vengono proposte al posto della chirurgia laddove quest’ultima non fosse fattibile.

In caso di malattia avanzata che coinvolge altri organi (metastatica) l’obbiettivo non potrà più essere la guarigione ma sarà la cronicizzazione della malattia mediante: terapia biologica e/o chemioterapia e radioterapia delle sedi sintomatiche o a rischio di sanguinamento/frattura.

Effetti collaterali dei trattamenti antitumorali

Durante la prima visita oncologica al paziente viene consegnato un foglio illustrativo degli effetti collaterali attesi, suddivisi per farmaco insieme alle principali terapie da assumere in caso di necessità.

Chemioterapia

I principali effetti collaterali riguardano i valori del sangue: un abbassamento dei globuli bianchi può rendere il paziente più soggetto ad infezioni e dunque anche alla febbre, mentre l’abbassamento dei globuli rossi indica che il paziente diventa anemico e potrebbe sentirsi più stanco e spossato, con aumento dei battiti del cuore, invece un abbassamento delle piastrine può provocare una maggiore facilità ai sanguinamenti anche per minimi traumi.

L’infiammazione della mucosa della bocca e dell’intestino possono provocare rispettivamente mucosite e quindi bruciore alla masticazione e alla deglutizione e diarrea.

Con alcuni tipi di chemioterapie si potrebbe verificare un diradamento dei capelli fino ad una vera e propria alopecia, che regredirà progressivamente alla sospensione del trattamento.

Inoltre potrebbe manifestarsi un peggioramento della funzione renali (evidenziabile agli esami del sangue e delle urine nelle 24 ore), del fegato (evidenziabile agli esami del sangue), un calo dell’udito (ipoacusia) o insorgenza di fischi alle orecchie (acufeni), piccoli tagli alla cute delle mani e dei piedi (paronichia), e un formicolio alle mani e ai piedi (parestesie). Tutti questi effetti collaterali sono reversibili, soprattutto se in fase iniziale.

Infine, la nausea e/o il vomito potrebbero presentarsi in corso di trattamento soprattutto nei primi 7-10 giorni dalla chemioterapia e regrediranno nei giorni successivi.

Terapia biologica

I principali effetti collaterali della terapia biologica sono: follicolite (presenza di brufoli e rossore più o meno pruriginosi soprattutto al cuoio capelluto, volto e al tronco), infiammazione della bocca (mucosite), piccoli tagli alla cute delle mani e dei piedi (paronichia), comparsa di peli superflui (irsutismo) e aumentato rischio di infezione soprattutto polmonare.

Radioterapia

Il trattamento radioterapico eseguito sul distretto testa-collo, può provocare infiammazione della gola, della bocca e dell’esofago, tale da causare dolore alla masticazione e deglutizione (odinofagia), ridotta salivazione (xerostomia), piccole ulcere alla lingua e al cavo orale (mucosite) con eventuale sovrapposizione di patina biancastra (candidosi), difficoltà nella meccanica della deglutizione (disfagia) con possibile tosse successiva alla deglutizione stessa, infiammazione della cute interessata con rossore (eritema), gonfiore soprattutto sotto al mento (edema post-attinico), ustioni di vario grado con desquamazione e ulcerazione (radiodermite).

Il radioterapista e l’oncologo gestiranno con medicazioni ad hoc i suddetti effetti collaterali e, laddove fosse necessario, proporranno per un breve periodo, il posizionamento di un tubicino che dal naso arriva nello stomaco (sondino naso-gastrico) in modo da poter garantire l’alimentazione e l’idratazione corretta e adeguata ai pazienti, per permettere la guarigione della zona interessata dall’infiammazione e a rischio di infezione.

Futuro

Nel prossimo futuro per il tumore spinocellulare del cavo orale (anche chiamato epiteliale o squamocellulare) verrà approvata la rimborsabilità dell’immunoterapia (Nivolumab) nei pazienti progrediti dopo un trattamento con chemioterapia o recidivati prima dei 6 mesi dal trattamento con chemioterapia (a base di un farmaco chiamato platino) associata a radioterapia.

Fattori di rischio per il tumore del cavo orale

Tumore della bocca: lesioni precancerose della linguaI principali fattori di rischio per il cancro alla cavità orale sono:

– le lesioni precancerose del cavo orale come la leucoplachia (macchie bianche) o l’eritrodisplasia (macchie rosse persistenti)

– l’abuso di alcool

– il fumo

– microtraumatismi legati a dentature mal conservati e protesi alterate.

Casistica del tumore alla bocca

Il cancro orale è raro nei giovani: nella maggior parte dei casi viene diagnosticato dopo i 45-70 anni e in Italia ha una frequenza annuale di 0,4 casi su 100.000 persone.

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