a cura della dr.ssa Aurora Mirabile
Medico Oncologo Ultraspecialista in Tumore della laringe
Ospedale San Raffaele di Milano

Cos’è il tumore della laringe

La laringe è la parte del sistema respiratorio che si trova nella gola, tra la faringe e l’esofago.

È una valvola posta tra la via respiratoria e quella deglutitoria (per il transito degli alimenti), importante per la respirazione e la deglutizione, in quanto impedisce al cibo di finire negli organi respiratori e grazie alle corde vocali permette di parlare (fonazione).

I carcinomi della laringe sono i tumori che si riscontrano più frequentemente nella regione testa-collo.

Tumore della laringe

Sintomi del cancro alla laringe

Generalmente il tumore della laringe si manifesta con uno o più dei seguenti sintomi che possono presentarsi anche molto precocemente. Se qualcuno di questi sintomi persiste per più di tre settimane, è opportuno consultare il medico:

  • rigonfiamento delle ghiandole del collo (linfoadenopatie)
  • difficoltà di deglutizione (disfagia)
  • dolore alla deglutizione (odinofagia)
  • dolore acuto e intenso all’orecchio (otalgia riflessa)
  • tosse o raucedine persistente
  • alterazione del tono della voce (disfonia)
  • fino alla totale assenza (afonia)
  • difficoltà alla respirazione (dispnea, in fasi più avanzate) sotto sforzo, ma anche per sforzi moderati e persino a riposo o durante la notte, in caso di tumori di grandi dimensioni

Diagnosi del tumore alla laringe

Tumore della laringe

La visita otorinolaringoiatrica, in caso di sintomi persistenti, è imprescindibile per fare una diagnosi.

In caso si sospettasse di tumore, lo specialista effettuerà un esame endoscopico (fibroscopia), sotto anestesia, prelevando piccoli campioni del tessuto sospetto.

Inoltre, per accertare le dimensioni del tumore e l’eventuale coinvolgimento delle ghiandole del collo (linfonodi), è indicato sottoporsi a una RM (risonanza magnetica) oppure a una TAC (tomografia assiale computerizzata) del massiccio facciale e del collo con mezzo di contrasto.

Per una valutazione degli organi a distanza si può eseguire una PET (tomografia ad emissione di positroni) o una TAC (tomografia assiale computerizzata) torace-addome con mezzo di contrasto.

Test genomico per tumori del distretto cervicofacciale

Solo di alcuni dei tumori della testa e del collo conosciamo le alterazioni genetiche che ne costituiscono la concausa.

La mutazione di p53 nei tumori del cavo orale, l’iperespressione dei recettori per androgeni e/o di Her2 nei tumori delle ghiandole salivari o la mutazione di BRAF RET e RAS nei tumori tiroidei sono quelle più studiate, tuttavia sta diventando sempre più urgente la necessità di un profilo genetico personalizzato per individuare le mutazioni specifiche alla base di questi tumori.

Test genetici come FoundationMedicine permette di ricercare e studiare 324 geni correlati al tumore in modo da ampliare le possibilità terapeutiche di questi pazienti ed è in grado di rilevare biomarcatori come la instabilità dei microsatelliti (MSI) e il carico mutazionale del tumore (TMB), che potrebbero essere utili ad identificare meglio i tumori più sensibili all’immunoterapia.

Terapia del tumore laringeo

Gli approcci terapeutici per la cura del tumore della faringe sono i seguenti:

– Chirurgia
– Radioterapia
– Chemioterapia
– Terapia biologica (cetuximab)

Terapia del tumore laringeo

Gli approcci terapeutici per la cura del tumore della faringe sono i seguenti:
In caso di diagnosi precoce, si potrà tentare la guarigione mediante l’utilizzo della radioterapia oppure con un intervento chirurgico semplice per via endoscopica (senza tagli esterni) con laser CO2.

Se, invece, il tumore è in uno stadio avanzato, la guarigione è ancora perseguibile ma l’approccio terapeutico prevalente è più invasivo e prevede l’asportazione parziale o totale della laringe (laringectomia totale o parziale). Spesso è necessaria anche la radioterapia associata o meno alla chemioterapia, in base ai fattori di rischio.

Le persone senza laringe non respirano più tramite la bocca o il naso, ma attraverso un’apertura nella gola (trachestoma). Senza la laringe non è più possibile parlare normalmente, ma si può imparare a parlare con una “voce sostitutiva", con il laringofono (apparecchio che appoggiato sul collo trasmette una voce metallica ma perfettamente comprensibile) o mediante il posizionamento di una valvola fonatoria che vicaria la voce. Sicuramente, però, non sarà più possibile immergersi in acqua.

In alternativa, per cercare di evitare l’asportazione di tutta la laringe, si può candidare il paziente a trattamento di chemioterapia concomitante a radioterapia oppure seguito da radioterapia, permettendo comunque di perseguire l’obbiettivo della guarigione.

In caso di malattia avanzata che coinvolge altri organi (metastatica), invece, l’obbiettivo non potrà più essere la guarigione ma sarà la cronicizzazione della malattia mediante: terapia biologica e/o chemioterapia e radioterapia delle sedi sintomatiche o a rischio di sanguinamento/frattura.

Stadiazione del tumore della laringe

Effetti collaterali delle terapie antitumorali

Alla prima visita oncologica viene consegnato al paziente un foglio illustrativo con la descrizione degli effetti collaterali attesi, suddivisi per farmaco, nonché le principali terapie da assumere in caso di necessità.

Chemioterapia

I principali effetti collaterali riguardano i valori dell’esame del sangue: un abbassamento dei globuli bianchi può rendere il paziente più soggetto ad infezioni e dunque anche febbre, l’abbassamento dei globuli rossi evidenzia l’anemia e quindi il paziente potrebbe sentirsi più stanco e spossato, con aumento dei battiti del cuore, mentre un abbassamento delle piastrine può causare una maggiore facilità ai sanguinamenti anche per minimi traumi.

L’infiammazione della mucosa della bocca e dell’intestino possono provocare rispettivamente mucosite (quindi bruciore alla masticazione e alla deglutizione) e diarrea.

Alcuni tipi di chemioterapie causano il diradamento dei capelli, fino ad una vera e propria alopecia, che regredirà progressivamente alla sospensione del trattamento chemioterapico.

Inoltre si potrà manifestare un peggioramento della funzione renale (riscontrabile con gli esami del sangue e delle urine nelle 24 ore), del fegato (riscontrabile negli esami del sangue), un calo dell’udito (ipoacusia) o l’insorgenza di fischi alle orecchie (acufeni), piccoli tagli alla cute delle mani e dei piedi (paronichia), e un formicolio alle mani e ai piedi (parestesie). Questi effetti collaterali sono reversibili, soprattutto se in fase iniziale.

Inoltre, la nausea e/o il vomito potrebbero presentarsi durante il trattamento, soprattutto nei primi 7-10 giorni dalla chemioterapia e vanno a regredire nei giorni successivi.

Terapia biologica

I principali effetti collaterali della terapia biologica sono: follicolite (presenza di brufoli e rossore più o meno pruriginosi soprattutto al cuoio capelluto, volto e al tronco), infiammazione della bocca (mucosite), piccoli tagli alla cute delle mani e dei piedi (paronichia), comparsa di peli superflui (irsutismo) e aumentato rischio di infezione soprattutto polmonare.

Radioterapia

Il trattamento radioterapico eseguito sul distretto testa-collo può provocare infiammazione della gola, della bocca e dell’esofago tale da causare dolore alla masticazione e deglutizione (odinofagia), ridotta salivazione (xerostomia), piccole ulcere alla lingua e al cavo orale (mucosite) con eventuale sovrapposizione di patina biancastra (candidosi), difficoltà nella meccanica della deglutizione (disfagia) con possibile tosse successiva alla deglutizione stessa, infiammazione della cute interessata con rossore (eritema), gonfiore soprattutto sotto al mento (edema post-attinico), ustioni di vario grado con desquamazione e ulcerazione (radiodermite).

In questi casi il radioterapista e l’oncologo gestiranno con medicazioni ad hoc i suddetti effetti collaterali. Inoltre, qualora fosse necessario, proporranno per un breve periodo, il posizionamento di un sondino naso-gastrico (un tubicino che dal naso arriva nello stomaco) in modo da poter garantire una corretta e adeguata alimentazione e idratazione al paziente, per agevolare la guarigione della zona interessata dall’infiammazione e a rischio di infezione.

Futuro

Nel prossimo futuro, per il tumore spinocellulare (anche chiamato epiteliale o squamocellulare) dell’orofaringe metastatico verrà approvata la rimborsabilità dell’immunoterapia (Nivolumab) nei pazienti progrediti dopo un trattamento con chemioterapia o recidivati prima dei 6 mesi dal trattamento con chemioterapia (a base di un farmaco chiamato platino) associata a radioterapia.

Fattori di rischio per il tumore della laringe

La maggioranza dei tumori laringei si sviluppa a causa dei danni provocati dal fumo, ma anche da infiammazioni croniche, dall’affaticamento della voce e usura delle corde vocali per motivi professionali e da lesioni precancerose come la leucoplachia delle corde vocali.

Casistica del tumore della laringe

Ogni anno in Italia il tumore della laringe ha un tasso di insorgenza di 3 casi su 100.000 abitanti, con frequenza 6 volte superiore negli uomini rispetto alle donne.

Siti di approfondimento

Tumoritestaecollo.it 

Sito dedicato interamente ai tumori del distretto della testa e del collo con approfondimenti sulle terapie oncologiche e sugli effetti collaterali dei farmaci antitumorali.

Medici Ultraspecialisti nella cura del Tumore della laringe

Dr.ssa Mirabile Aurora
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Tumore della tiroide, Tumori del distretto testa-collo: bocca, laringe, faringe, ghiandole salivari, seni paranasali, Immuno-oncologia
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