Cos’è il melanoma cutaneo

Tra tutti i tumori della pelle, il Melanoma è il tumore meno frequente, ma anche il più aggressivo.

melanoma cutaneo - tumore della pelleIl Melanoma cutaneo origina dai melanociti. I melanociti sono le cellule che formano l’epidermide e producono la melanina. La melanina è un pigmento che protegge la pelle dai raggi dannosi.

Il melanoma può insorgere in qualsiasi parte del corpo, ma prevalentemente si evidenzia sul tronco e alle gambe, sulla pelle integra, oppure sui nei che sono presenti dalla nascita/infanzia o che sono comparsi nel corso degli anni.

Il melanoma può crescere rapidamente e dare metastasi ai linfonodi e agli organi interni, perciò è essenziale intervenire il prima possibile.

 

 

Tipologie melanoma cutaneo

tipologie di melanoma

Le 4 principali tipologie di melanoma cutaneo sono:

melanoma a diffusione superficiale (nel 70% dei casi)

lentigo maligna melanoma

melanoma lentigginoso acrale

melanoma nodulare (il più aggressivo)

Segni e sintomi del melanoma cutaneo

Riconoscere il melanoma non è sempre facile perché spesso è simile ai nei già presenti sul corpo.

I segni che devono destare sospetto sono:


  • macchia di colore marrone-nero con bordi irregolari o colorazioni differenti

  • lesione rossa o rosea che cresce rapidamente

  • cambiamento nell’aspetto di un neo

  • nevo con bordi irregolari

  • nevo dalla colorazione variabile e con sfumature diverse

  • nevo del diametro maggiore a 6 mm

  • nevo asimmetrico, dalla forma irregolare

  • comparsa di un nuovo neo dopo i 40 anni

  • sanguinamento del neo

  • prurito del neo

Diagnosi del melanoma cutaneo

Come per tutti i tumori, anche per il melanoma, è molto importante una diagnosi precoce, perché se non viene riconosciuto in tempo può essere fatale. Il melanoma infatti, può diffondersi, anche rapidamente, ad altri organi e tessuti. Una diagnosi tardiva diminuisce le probabilità di guarigione e richiede una terapia farmacologica che non sempre potrà portare ad una guarigione completa.

Negli stadi precoci, invece, può essere curato con successo anche solo con il trattamento chirurgico e guarire completamente.

Per una corretta diagnosi, oltre ad un attenta autovalutazione, è indispensabile una visita dermatologica con dermatoscopia manuale o digitale.

melanoma tumore cutaneoTuttavia una diagnosi certa può essere fatta solo tramite la biopsia incisionale o escissionale in base alle indicazioni dello specialista.

Esami diagnostici quali raggi X del torace, ecografie delle stazioni linfnodali e dell’addome, TAC, PET e RM vengono eseguiti in base allo stadio di malattia alla diagnosi.

Terapia del melanoma cutaneo

Nel caso di melanoma cutaneo la prima scelta è rappresentata dalla chirurgia. In fase iniziale tramite la chirurgia è spesso possibile eliminare definitivamente il tumore.

Generalmente, una volta avuta la diagnosi di melanoma dalla lesione asportata, si procede, successivamente ad un secondo intervento definiti di radicalizzazione o allargamento, che prevede appunto l’asportazione del tessuto intorno alla lesione già asportata per assicurarsi che si siano margini di resezioni indenni da cellule tumorali per ridurre il rischio di una recidiva nella stessa sede.

melanoma tumore della pelleIn base alle dimensioni del melanoma asportato, in alcuni casi si può procedere, oltre che al suddetto intervento di allargamento, anche alla ricerca del linfonodo sentinella tramite linfoscintigrafia (iniezione di mezzo di contrasto radioattivo che sarà positivo se il linfonodo e patologico) con successiva asportazione dello stesso. In caso di positività confermata dall’anatomia patologica, si procederà all’asportazione di tutti i linfonodi di quella specifica area (stazione linfonodale).

In alcuni casi si può far ricorso alla radioterapia come unico trattamento o complementare ad un trattamento farmacologico.

Fattori di rischio per il melanoma cutaneo

capelli rossi e pelle chiaraLe probabilità di sviluppare un melanoma sono molto alte, per questo motivo si consiglia a tutte le persone di effettuare annualmente la visita dermatologica.

Le cause che determinano la trasformazione maligna non sono del tutto note, un ruolo fondamentale è dato dall’esposizione ai raggi UV, sia da fonti naturali come il sole sia da fonti artificiali come lampade e lettini solari.

I principali fattori di rischio a cui ognuno di noi è esposto sono:

  • Eccessiva esposizione solare
  • Intensa esposizione a lampade abbronzanti o lettini solari
  • Presenza di numerosi nei
  • Grandi nevi presenti già dalla nascita
  • Storia personale di melanoma e di altri tumori della pelle
  • Casi in famiglia di numerosi nevi e/o di melanoma
  • Pregressi episodi di scottature solari con bolle, soprattutto nell’infanzia
  • Pelle chiara che difficilmente si abbronza
  • Capelli rossi o biondi
  • Occhi chiari
  • Tendenza a formare le efelidi (piccole macchie, da non confondere con le lentiggini)
  • Assunzione di farmaci immunosoppressori
  • Insufficienza del sistema immunitario causata per esempio da trapianti d’organo o chemioterapia
  • Malattie ereditarie quali xeroderma pigmentoso
  • Età avanzata
  • Pregressa fotochemioterapia PUVA

Come prevenire il melanoma cutaneo

prevenzione del melanomaEsporsi al sole in maniera moderata e non eccessiva, soprattutto in età pediatrica, proteggendo regolarmente la pelle con una crema solare adeguata.

Evitare l’esposizione al sole nelle ore più calde (tra le 11 e le 15) ed evitare le ustioni solari. Indossare cappelli e occhiali scuri.

Evitare le lampade abbronzanti e i lettini solari.

Controllare periodicamente l’aspetto dei propri nei ed effettuare annualmente una visita dermatologica.

Dati epidemiologici del melanoma cutaneo

Fino a pochi anni fa il melanoma era considerato una neoplasia rara, ma negli ultimi anni l’incidenza è aumentata sia negli uomini che nelle donne. A livello mondiale, si stima che nell’ultimo decennio il melanoma cutaneo abbia raggiunto i 100.000 nuovi casi l’anno: un aumento di circa il 15% rispetto al decennio precedente.

Il melanoma è piuttosto raro nei bambini e colpisce soprattutto le persone tra i 45 e 50 anni di età. In Italia ogni anni vengono colpite circa 13 persone ogni 100.000, ovvero circa 6.000 nuovi casi all’anno.

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