Richiedi il buono sconto da 20 € per il tuo consulto online.

La qualità in oncologia chirurgica:
Oncologi Chirurghi sempre più specializzati

Al di là delle grandi innovazioni in campo di terapia medica e di radioterapia, dobbiamo pensare che, a livello globale, nel nostro pianeta esistono enormi aree dove per motivi economici la sofisticatezza non può arrivare ed è lì che invece può arrivare un concetto, rinnovato e forte, di oncologia chirurgica.

Dai dati del mondo occidentale sappiamo che almeno il 50% delle neoplasie solide – anticipando i tempi della diagnosi – potrebbero essere guarite con la sola chirurgia “di qualità”, quella basata cioè su linee guida aggiornate e piani di trattamento accurati e verificati.

Dal 2035 la prima causa di morte al mondo nel nostro pianeta sarà il tumore: se questi concetti fossero trasferiti a livello globale, potremmo portare fino al 70-80% le guarigioni dal cancro nel nostro Pianeta, semplicemente aumentando la consapevolezza dei pazienti e di molti chirurghi. Perché una chirurgia di qualità possa essere l’arma fondamentale per incrementare le guarigioni dal cancro, dovremo puntare a costruire un core curriculum globale dell’oncologo chirurgo per garantire che anche al di là delle grandi innovazioni tecnologiche, al di là della disponibilità di radioterapia, al di là della disponibilità di farmaci costosi, il Mondo dei prossimi decenni possa essere popolato da milioni di “cancer survivors”.

Ma se un oncologo medico che tratta con i farmaci una neoplasia e si dedica per l’intera vita a questa professione, se un radioterapista specializzato è il solo ad essere accreditato per aggredire il cancro con tecnologie costose e complesse, anche a chi con la chirurgia si dedica alla cura del cancro si dovrebbe richiedere una dedizione specialistica ed una formazione che sia formalmente in grado di valutare e riconoscere i privilegi a trattare con conoscenza e competenza (knowledge & skills) la malattia neoplastica.

Chirurgia sempre meno demolitiva

Di fronte a questa prospettiva di migliore qualità, tante guarigioni e tanti cancer survivors, il compito del chirurgo del cancro non deve essere solo quello di estirpare in maniera definitiva la neoplasia, ma deve essere quello di pensare alla vita dopo il cancro. Il moderno obiettivo non è più solo quello di lottare contro la malattia, ma di favorire la buona qualità del resto della vita del paziente che operiamo con ottime possibilità di completa guarigione.

Questo concetto in realtà è stato introdotto proprio da un grande Italiano, ormai più di trent’anni fa: fu Umberto Veronesi che scardinò per primo il concetto secondo cui, per curare il tumore, bisognava trattare con il massimo della demolizione tutti i pazienti, per garantire la guarigione di alcuni. Veronesi ribaltò questa idea, dimostrando al Mondo che la chirurgia ha il compito di realizzare la asportazione minima che garantisca (caso per caso) di trattare radicalmente la malattia.

Siamo stati testimoni tutti di una rivoluzione filosofica a seguito della quale – senza amputare mammelle, ma rimuovendo con attenzione piccoli noduli; senza svuotare le ascelle ma ricercando il linfonodo sentinella – sono aumentate sia le sopravvivenze che la qualità di vita di milioni di donne.

Il concetto della personalizzazione del trauma chirurgico nel massimo rispetto della vita dopo il cancro ha man mano investito qualsiasi settore della chirurgia oncologica.

La tecnologia nelle sale operatorie

Tutto questo, oggi è stato esaltato dalla possibilità di eseguire una chirurgia dolce, una chirurgia meno invasiva. La tecnologia che ormai è in tutte le nostre sale operatorie ci aiuta ad effettuare interventi radicali, che risultano però molto meno traumatici, utilizzando una telecamera piuttosto che un’incisione e una delicatezza di movimento favorita dalla magnificazione dell’immagine e dalla qualità dei nostri strumenti di dissezione.

Ma all’orizzonte c’è molto di più: potremo migliorare la qualità nella dissezione chirurgica, prevedendo il rispetto della qualità di vita futura anche puntando all’innovazione che, se oggi è alle porte, presto sarà e contaminerà tutte le sale operatorie del pianeta.

È in arrivo una “Precision Surgery”, che sarà sostenuta dalla possibilità di utilizzare metodiche di realtà aumentata per visualizzare ciò che è malato e ciò che è sano nell’organismo colorando con gli strumenti che esaltano la fluorescenza dei tessuti. Vi è da aspettarsi inoltre una grande crescita ed evoluzione della robotica, che già oggi consente movimenti simili a quelli della mano all’interno del cavo addominale, senza doversi basare su strumenti rettilinei e troppo rigidi.

La precision surgery e il futuro

Mentre in ambito clinico si va imponendo il concetto di “precision medicine”, sta dunque prendendo corpo anche l’idea di una “precision surgery”, ovvero la chirurgia di pianificazione e dettaglio, basata sulla possibilità di applicare al piano di cura del paziente che trattiamo enormi moli di informazioni raccolte da piattaforme di “big data”.

Ormai la capacità di veicolare i dati con le nuove tecnologie 5G ci consente in tempo reale di connetterci con banche di dati che raccolgono casi di simili caratteristiche e informazioni da ogni paese del mondo; presto il chirurgo avrà in tempo reale i migliori suggerimenti “step by step”, perché il suo intervento chirurgico abbia massima efficacia, maggior curatività ma con minor trauma e assoluto rispetto per quella che sarà la vita dopo la chirurgia.

Ma c’è ancor di più: non sarà solo la precision surgery basata sui grandi dati quella che entrerà in campo a guidare la mano del chirurgo oncologo, ma il mondo dell’evoluzione tecnologica ci promette l’arrivo di algoritmi che sono alla base di strumenti dotati di vera e propria intelligenza artificiale.

Facciamo attenzione: non sarà un robot, non una macchina a decidere quello che il chirurgo asporterà, l’elemento umano resterà fondamentale, ma coadiuvato nella rapidità di ideazione, nella qualità di applicazione della sua tecnica e nella verifica di ciò che ha fatto rispetto alla completezza e alla mini-traumaticità, da informazioni complesse che ci proveranno da un insieme di basi digitali che saranno il nuovo vademecum in sala operatoria.

Il futuro è entusiasmante: le neoplasie saranno sempre meglio curate, il chirurgo oncologo avrà un ruolo sempre più importante nel portare sicurezza, consapevolezza, fiducia e ottima qualità di vita dopo la guarigione dal cancro a tutti i pazienti che beneficeranno della sua opera.

Ultraspecialisti logo

Blog di informazioni mediche a carattere divulgativo redatto da medici Ultraspecialisti.

Articoli recenti

Il sonno in età pediatrica: la Sindrome delle Apnee Ostruttive nel Sonno

Psicoterapia Percorso Online

La psicoterapia

Lesione del legamento crociato

Lesioni del legamento crociato

Chirurgo Generale

Direttore dell’Unità Operativa Complessa di Chirurgia Generale 1 presso il Policlinico Universitario A. Gemelli di Roma e Professore Ordinario di Chirurgia presso l’Università Cattolica del Sacro Cuore di Roma.

Il prof. D’Ugo è specializzato nel trattamento dei tumori dell’apparato digerente e particolarmente dedito a tecniche di chirurgia mini-invasiva e nuove tecnologie in chirurgia addominale. Svolge attività di ricerca incentrata su tematiche di oncologia chirurgica ed innovazioni tecnologiche in videolaparoscopia e robotica.