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Cannabis terapeutica per patologie ginecologiche

a cura del dr. Marco Bertolotto
Medico Anestesista Specializzato in Terapia del Dolore

Quali malattie ginecologiche possono essere trattate con farmaci a base di canabinoidi?

Di seguito l’elenco e le descrizioni delle principali patologie ginecologiche che possono beneficiare di un trattamento con cannabis terapeutica.

Cicli mestruali dolorosi

Il ciclo mestruale doloroso, definito dismenorrea, è una problematica legata all’età fertile della donna. Si tratta di uno stato patologico che può manifestarsi nel periodo immediatamente successivo alla prima mestruazione o può presentarsi in età più avanzata.

Partendo dal primo caso, ossia quando la dismenorrea si presenta a ridosso del menarca (primo ciclo), questa può portare con sé alcuni sintomi conseguenti ad un cambiamento ormonale e ad una produzione in eccesso di prostaglandine (in grado di provocare contrazioni uterine che inducono dolore intenso). Tale tipo di disturbo tende a scomparire dopo la prima gravidanza.

La dismenorrea secondaria ha un esordio più tardivo e può essere provocata dalla presenza di una patologia ginecologica preesistente. In particolare, può essere indotta dalla presenza di polipi o fibromi uterini, responsabili di un eccessivo sanguinamento durante il ciclo; di cisti ovariche, dell’endometriosi o di un’infiammazione degli annessi, come ovaie e tube.

La spontanea risoluzione di questo quadro si ha con la scomparsa del ciclo mestruale. Tuttavia, negli anni fertili, un utilizzo di cannabinoidi in modo continuativo, o nelle fasi acute del ciclo mestruale, può portare notevole beneficio nei soggetti che soffrono di dismenorrea.

Sindrome premestruale

La sindrome premestruale è una condizione che coinvolge il 20-50% delle donne in età riproduttiva ed è caratterizzata da un insieme di sintomi che insorgono la settimana precedente alla comparsa del ciclo mestruale. Più precisamente, questa sindrome coinvolge la donna sia a livello fisico che psicologico, portandola a soffrire di ansia, irritabilità, labilità emotiva, cefalea e mal di schiena; disturbi che si risolvono con l’arrivo del ciclo mestruale. 

Per essere ritenuta tale, la sindrome premestruale deve comparire consecutivamente per almeno 4-5 mesi, al fine di poter consentire al medico di diagnosticarla in maniera precisa.

I sintomi della sindrome premestruale sono molteplici e, come già detto, coinvolgono sia la componente psicologica che fisica della donna che ne soffre. Quelli più frequenti sono di tipo psicologico (irritabilità, collera, sonnolenza, depressione, ansia e agitazione) fisico (tensione mammaria, gonfiore addominale, cefalea, edema, aumento di peso, ritenzione idrica, mal di schiena). L’intensità varia a seconda del soggetto, così come la durata. Durante periodi di forte stress e tensioni possono aggravarsi influenzando negativamente la qualità di vita della donna che ne soffre.

La sindrome premestruale rappresenta per molte donne un disturbo fortemente invalidante. 

Dall’osservazione delle pazienti trattate con cannabinoidi con un rapporto equilibrato tra THC e CBD, è stato notato, già a basse dosi, un miglioramento dei dolori pre-mestruali (crampi addominali-cefalea-lombalgia…) seguito, inoltre, da una maggiore stabilità dell’umore, con conseguente guadagno sulla qualità della vita. I benefici riscontrati variano da paziente a paziente, così come la tolleranza al farmaco. All’utilizzo di una terapia con cannabinoidi, è fortemente consigliabile una consulenza nutrizionale per agire su tutti quegli aspetti della vita che possono intervenire nel modificare, in meglio o in peggio, il quadro clinico.

Endometriosi

L’endometriosi è una malattia frequente e complessa ma poco conosciuta. Questa patologia non diminuisce solo il benessere fisico generale ma può anche pesare molto sulla psiche e la vita di coppia delle donne. Si conta che circa il 10-15% delle donne fertili ne siano colpite e che addirittura il 30-40% delle donne con infertilità presentino in modo variabile questa patologia.

In questa malattia assistiamo all’impianto anomalo della mucosa interna dell’utero (endometrio) al di fuori della sua sede (es ovaio, peritoneo, tube, vagina, intestino vescica). Ogni mese sotto l’effetto degli ormoni prodotti dalle ovaie per il ciclo mestruale, queste regioni sanguinano, creando un’irritazione dei tessuti circostanti, che dà luogo alla formazione di cicatrici e aderenze. Con il passare del tempo questa malattia che nasce come una problematica superficiale procede progressivamente ad un’infiltrazione dei tessuti divenendo più difficile da eradicare in modo completo.

La causa dello sviluppo dell’endometriosi non è stata ancora chiarita ma fattori come la familiarità e l’esposizione a fattori inquinanti possono aumentare la predisposizione a questa patologia. Il meccanismo che permette l’impianto di queste cellule sembra essere associato ad un fenomeno di mestruazioni retrograde, cioè al fatto che ogni volta che il periodo cominci parte del sangue mestruale possa rifluire nelle tube in direzione della pancia e della pelvi.

L’endometriosi si può manifestare fin dalla giovane età dopo l’inizio delle mestruazioni e la sintomatologia rimane molto variata nelle pazienti. A volte predomina il dolore durante o al di fuori del ciclo, ma altre manifestazioni, come difficoltà alla defecazione o alla minzione, o addirittura dolori durante i rapporti sessuali possono essere dei segni premonitori della malattia.

L’endometriosi è una malattia ad andamento cronico e con manifestazioni cicliche dolorose. Diminuisce in modo variabile la fecondità della donna e progredisce con il tempo se non trattata.

L’utilizzo dei cannabinoidi nel contesto delle patologie ginecologiche si basa sulla capacità dei principi attivi di intervenire sul controllo del dolore, le tensioni muscolari, l’infiammazione e l’ansia, che possono legarsi alla sintomatologia dolorosa. Approcciandosi a tale terapia, è possibile intraprendere un percorso basato su varie preparazioni: un olio assorbito a livello intestinale, con rapporto THC:CBD da valutare in sede di visita, da assumere per via orale con azione sul lungo termine; preparazioni da assumere per via inalatoria o topica (a base di THC e/o CBD dipende da caso a caso) in modo tale da poter intervenire in maniera immediata in momenti di dolore acuto.

La scelta e la risposta a queste modalità di somministrazione sono individuali e da concordare caso per caso.

Vaginite

Si tratta di un’infiammazione della vagina che in base all’intensità con la quale si manifesta, è in grado di provocare sintomi differenti.

La vaginite può distinguersi in infettiva o non infettiva. La prima può essere classificata nelle seguenti forme:
Vaginite batterica: generalmente i batteri “buoni” presenti nella vagina sono più numerosi dei batteri “cattivi”. Può capitare che, però, i batteri “cattivi” aumentino eccessivamente di numero sconvolgendo l’equilibrio della flora batterica vaginale, e causando la vaginite batterica.
Vaginite da funghi: si verifica quando l’equilibrio vaginale subisce dei cambiamenti (per esempio dopo una terapia antibiotica) che permettono a specifici funghi – di solito la candida albicans – di attecchire.
Vaginite da parassiti: è causata tipicamente da un protozoo chiamato Trichomonas vaginalis. È una delle più comuni infezioni sessuali. Il microrganismo di solito infetta il tratto urinario negli uomini in modo asintomatico e viene poi trasmesso alla donna attraverso il rapporto sessuale.

La vaginite non infettiva può essere dovuta all’utilizzo di determinati detergenti intimi, o prodotti a contatto con la vagina che possono causare irritazioni dei tessuti, insieme a vaginite attinica e atrofica, rispettivamente causate da terapie radianti come quelle utilizzate nella lotta ai tumori o da uno sbilanciamento degli ormoni.

In associazione alla specifica terapia legata al trattamento della causa di origine della vaginite può essere utile abbinare una terapia con cannabinoidi in forma di lipogel. Queste preparazioni, infatti, apportano un’azione lenitiva ed antinfiammatoria che può risultare particolarmente utile nelle fasi acute della patologia.

Vulvodinia

Si tratta di una patologia che colpisce l’organo genitale femminile ed è dovuta alla crescita disordinata di piccole terminazioni nervose a livello vulvare. Colpisce circa il 12-15% delle donne e può seriamente compromettere la loro qualità della vita.

La sensazione dolorosa può avere varie caratteristiche: bruciore, prurito, punture di spillo, fitte (spesso descritte come coltellate), dolore gravativo come una contusione, “come se si fosse ricevuto un calcio”, sensazione di scariche elettriche. I rapporti sessuali penetrativi fanno male, solitamente proprio al vestibolo vaginale (dispareunia superficiale), talora sono impossibili, e si può avere una sensazione di dolore in quella zona nelle ore o giorni successivi. Quest’ultima situazione può esistere anche in assenza di dolore durante la penetrazione. Inoltre si può avvertire sensazione di secchezza vaginale. Il bruciore spontaneo può estendersi anche all’ano e/o al clitoride. Quest’ultimo può dolere solo al tatto o anche spontaneamente. Nei casi più gravi le pazienti non possono stare sedute, ed hanno difficoltà a camminare, trovano sollievo solo stando distese, a gambe divaricate e senza indossare biancheria intima.

La vulvodinia presenta una sintomatologia decisamente impattante sulla qualità della vita delle pazienti. Proprio per tale motivo è importante trovare a livello sintomatologico una soluzione che permetta una gestione il più appropriata possibile per questa situazione. 

La terapia con cannabinoidi può essere di supporto in quanto capace di favorire un rilassamento fisico e mentale, ad esempio può essere assunta prima del rapporto con il partner per produrre un rilassamento della muscolatura ed alleggerire la tensione inevitabilmente legata alla consapevolezza del poter provare dolore. La somministrazione quotidiana di preparazioni a base di THC e CBD può aiutare nel controllo del dolore, soprattutto sulla componente neuropatica, mentre alcuni tipi di preparati topici possono contribuire a lenire i sintomi locali che spesso rendono difficoltoso anche indossare la biancheria intima. Tutte queste strategie terapeutiche, unite ad un controllo sullo stile di vita e del benessere psicofisico, possono condurre ad ottimi risultati, con una risposta che varia da paziente a paziente.

Medici specializzati nel trattamento con cannabis terapeutica

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