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Cannabis terapeutica per disturbi della psiche

a cura della dr.ssa Stefania Fossati
Medico Oncologo Specialista in Cure palliative e Terapia del dolore

Quali disturbi della psiche possono essere trattati con farmaci a base di canabinoidi?

Di seguito l’elenco e le descrizioni dei principali disturbi della psiche che possono beneficiare di un trattamento con cannabis terapeutica.

Ansia e depressione

Queste due patologie rientrano tra le più antiche forme di psicopatologia riscontrate dall’uomo e anche se clinicamente differenti, spesso, presentano una forte interconnessione.

Per prima cosa, è bene precisare che si tratta di due stati psichici che possono essere riscontrati frequentemente se dovuti ad eventi significativi che li possano giustificare. Dunque non sono necessariamente stati patologici.

L’Ansia e la Depressione possono colpire uomini e donne in maniera indipendente dalla fascia di età, e possono presentarsi simultaneamente o singolarmente. In ogni caso, quello a cui il soggetto va incontro, è un’alterazione dell’equilibrio psico-fisico.

Partendo dalla definizione dell’Ansia, ovvero un meccanismo di risposta del nostro corpo che si innesca di fronte a situazioni avvertite come di particolare pericolo, è possibile andare ad individuare una risposta definita fisiologica ed una detta patologica.

Infatti, ciò che distingue una risposta fisiologica da una patologica è il fatto di avere una risposta proporzionata all’evento che l’ha innescata (e.g tensione per un discorso in pubblico), oppure una decisamente esagerata che può sfociare nel panico.

Nel momento in cui la percezione di un potenziale rischio si trasforma da reale a psicologico (stress, un colloquio di lavoro, un esame) si può assistere ad una serie di eventi a cascata che determinano un peggioramento della percezione del disagio, fino all’instaurarsi di un circolo vizioso dal potenziale distruttivo.

L’Ansia, notoriamente, presenta un’eziologia multifattoriale. Infatti, sono diversi i fattori che possono condurvi, come ad esempio una predisposizione individuale ed uno stile di vita particolarmente stressante.

Per quanto riguarda la Depressione, sappiamo che è un’alterazione dell’umore che induce nel soggetto una perdita di interesse generale in ciò che lo circonda, con conseguente difficoltà nello svolgere anche le più banali operazioni quotidiane che normalmente verrebbero portate a termine senza difficoltà.

In questo caso, le cause riconducibili all’instaurarsi di uno stato Depressivo sono riscontrabili in un’alterazione a livello di due importanti neurotrasmettitori: la dopamina e la serotonina. In particolare si assiste ad una riduzione della presenza degli stessi con una serie di conseguenze che vanno a delineare le caratteristiche della patologia.

I Pazienti affetti da tali patologie, hanno la possibilità di trovare beneficio nelle terapie a base di cannabinoidi: in particolare, il THC è in grado di andare ad agire sulla tensione emotiva e sullo stato di agitazione, sia con una somministrazione costante, sia con un utilizzo al bisogno. Oltre all’effetto ansiolitico, il THC è in grado di agire da “attivante” e dunque di determinare beneficio anche nei Pazienti affetti da Depressione.

Le percentuali di principio attivo e le modalità di assunzione verranno valutate in base alla gravità del quadro clinico, alle esigenze e l’età del paziente e la concomitanza di altre terapie. Può inoltre essere suggerito un percorso con un counselor/psicoterapeuta esperto, per lavorare alla base delle cause che hanno generato e che mantengono il problema.

Agorafobia

Si tratta di una condizione patologica che si presenta, solitamente, come conseguenza di precedenti stati ansiosi e correlate crisi di panico. Chi ne soffre è indotto ad evitare situazioni che potrebbero celare ostacoli. Il forte disagio che si radica in questi soggetti li spinge ad individuare possibili vie di fuga in maniera incondizionata, proprio perché mossi dalla convinzione di cadere vittima di una crisi o di rimanere bloccati.

L’Agorafobia può manifestarsi sia in associazione ad attacchi di panico, sia senza. In quest’ultimo caso si presenta con un forte stato ansioso e di eccessiva agitazione.

Si tratta di una patologia estremamente debilitante che, con il tempo, spinge il soggetto ad imporsi sempre maggiori limitazioni che vanno ad impattare negativamente sulla qualità della vita dello stesso. Solitamente, chi ne soffre, evita di allontanarsi dalle mura domestiche e dai luoghi che ritiene sicuri, limita gli spostamenti e le uscite se non per casi di urgenza e comprovate necessità.

Relativamente a questo tipo di disturno, il soggetto può riscontrare particolare beneficio nell’assunzione di preparati a base di CBD, del quale si conosce l’importante effetto ansiolitico ed antipsicotico. Inoltre anche un utilizzo al bisogno di THC, per esempio tramite una somministrazione per via inalatoria estemporanea, può portare benefici andando ad agire sulla tensione emotiva e lo stato di agitazione. L’eventuale posologia e via di somministrazione dovrà in ogni caso essere valutata in relazione alle esigenze del paziente e l’eventuale presenza di altre terapie farmacologiche in atto. Indipendentemente dall’approccio terapeutico identificato, è fortemente auspicabile che il soggetto interessato sia accompagnato da un supporto psicologico e di counseling trovando in tal modo un supporto quotidiano nella gestione della patologia.

Insonnia

L’insonnia è una problematica che comporta, a chi ne soffre, la mancanza di un corretto riposo.
Se prolungato nel tempo, questo disturbo, può andare ad alterare il ciclo sonno – veglia, andando a comprometterlo in maniera significativa, fino a rendere cronica tale alterazione con gravi conseguenze da un punto di vista fisico e psicologico.

Da un punto di vista prettamente diagnostico, l’insonnia può essere classificata come transiente (persiste per circa una settimana), acuta (circa un mese) o cronica (oltre i 30 giorni); mentre da un punto di vista sintomatologico, si distingue un’insonnia iniziale, intermittente e terminale, a seconda delle modalità con la quale questa si presenta.

Per trattare questa patologia è di assoluta importanza riuscire ad individuare la causa che sta alla base del disturbo: può essere un motivo di salute (apnee notturne, reflusso, ansia, dolori), oppure legata a problematiche riguardanti lo stile di vita (turni di lavoro, nascita di un figlio, viaggi frequenti).

Andando ad indagare tale aspetto, può essere utile andare ad agire contemporaneamente sulla sintomatologia attraverso terapie a base di cannabinoidi. Questi infatti sono in grado di offrire supporto nel migliorare la qualità del sonno. Non a caso, il miglioramento del sonno conseguente ad una regolare assunzione di THC è uno dei benefici maggiormente riscontrati in quei pazienti che utilizzano tale tipologia di approccio terapeutico. In quei soggetti particolarmente sensibili al THC, è possibile riscontrare un effetto opposto, dunque una sensazione di euforia o un aumento della frequenza cardiaca. Tuttavia, questi effetti tendono a scomparire dopo le prime somministrazioni o attraverso un bilanciamento del rapporto THC:CBD che il paziente assume.

Disturbo post-traumatico da stress

Tale tipologia di disturbo può presentarsi a distanza di giorni o di anni da un evento fortemente doloroso o traumatico cui la persona ha assistito.

Non vi è un’età in cui il disturbo si presenta con maggiore frequenza, ma i dati riferiscono una maggiore incidenza nelle giovani persone adulte.

A favorire l’insorgenza di tale patologia può contribuire una bassa tolleranza allo stress, che può comportare l‘insorgenza della sintomatologia anche in casi che non darebbero luogo alla comparsa del disturbo.

Terapie a base di cannabinoidi sono da tempo impiegate con successo in tale ambito. Infatti, il THC ed il CBD agiscono in maniera efficace sull’insonnia, sull’ansia e, più in generale, su tutta la sintomatologia legata al disturbo post traumatico da stress. Nell’approcciarsi a tale tipo di trattamento, che ricordiamo essere caratterizzato da una forte variabilità individuale, è necessario calibrare in maniera accurata l’utilizzo del THC, che se non ben tollerato può dare un effetto rebound sulla sintomatologia. Per quanto riguarda il CBD invece, esso gode di una migliore maneggevolezza ed è spesso impiegato per contrastare gli effetti psicotici dovuti al THC. Dunque è necessario valutare l’approccio da utilizzare sul singolo paziente ed accompagnare quest ultimo attraverso un percorso di supporto psicologico e di counseling in modo da fornire un supporto a 360 gradi.

Disturbi alimentari

I Disturbi alimentari comprendono diverse patologie legate a problematiche di tipo psicologico ed inerenti all’alimentazione dei soggetti che ne soffrono.

Questi tendono a manifestarsi prevalentemente nel sesso femminile ed in età adolescenziale, ma non si può affermare che ne siano esclusi gli uomini e, più in generale, gli adulti.

Nella classificazione riportata dal DSM – 5 (principale pubblicazione di riferimento per le patologie legate ai disturbi di natura psichica e psicologica) troviamo:

Anoressia nervosa
Picacismo
Obesità
Altri disturbi

Agire su tale tipologia di disturbi richiede un approccio che varia a seconda della tipologia della problematica, ma che in ogni caso non può discernere da un supporto psicologico, psichiatrico, gastroenterologo ed endocrinologico.

All’interno di un approccio multidisciplinare come quello descritto in precedenza, una terapia a base di cannabinoidi può offrire un valido supporto. Infatti, è riconosciuto come questi fitocannabinoidi siano in grado di andare a lavorare sulla componente emotiva e psicologica del soggetto, oltre ad avere effetti diretti sull’ appetito e sull’intestino.

In base alla valutazione medica sarà possibile approcciarsi ad una terapia con un’associazione di THC e CBD, o in alternativa, con uno solo dei due componenti.

Medici specializzati nel trattamento con cannabinoidi

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Stefania Fossati Oncologo Cure Palliative Cannabis

dr.ssa Fossati Stefania

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