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Cardiologia

La Cardiologia è la branca della medicina interna che si occupa di studiare, diagnosticare prevenire, e trattare farmacologicamente o chirurgicamente le patologie acquisite o congenite che colpiscono l’apparato cardiovascolare. Esso comprende il cuore (muscolo cavo involontario posto nella cavità toracica), i vasi sanguigni (arterie e vene) e i vasi linfatici, deputati al trasporto del sangue e dei fluidi. La funzione dell’apparato cardiovascolare è, infatti, quella di trasportare ossigeno e sostante nutritive attraverso il sangue, pompato dal cuore e che scorre attraverso i vasi, a tutti i distretti dell’organismo.

È consigliata una visita cardiologica quando si presentano sintomi quali intenso e prolungato dolore toracico, accelerazione non motivata del battito cardiaco o tachicardia, stanchezza o dispnea (fiato corto) a riposo o da sforzo, insolite, svenimenti o capogiri, ipertensione, gonfiore delle gambe, delle caviglie e dei piedi o, infine, per scopi preventivi. La prevenzione delle Malattie Cardiovascolari rappresenta, infatti, un caposaldo, utile ad evitare, per quanto possibile, l’insorgere o aggravamento di patologie. I fattori da includere nella prevenzione sono, in particolare: Fumo, Ipertensione arteriosa, Diabete, alterazione del Quadro lipidico (Colesterolo “cattivo” LDL e Trigliceridi), Obesità, aumento dell’Acido Urico, Dieta squilibrata, Vita sedentaria, Familiarità per malattie cardiovascolari.

Durante la visita cardiologica si raccolgono informazioni anamnestiche, riguardanti la storia clinica e lo stile di vita del paziente (alimentazione, attività fisica, abitudine al fumo, eventuali comorbidità, l’assunzione di farmaci e la storia familiare riguardanti patologie cardiovascolari) e si prende visione di eventuali esami strumentali e di laboratorio, eseguiti in passato. Successivamente, si esegue l’esame obiettivo in cui il cardiologo ricostruisce il quadro fisico e fisiopatologico del paziente, utile a confermare un sospetto diagnostico. La visita solitamente include anche l’esecuzione di un elettrocardiogramma (ECG), esame strumentale che misura l’attività elettrica del cuore. Talvolta per la diagnosi definitiva è possibile che vengano richiesti esami strumentali complementari, che possono essere diversi a seconda dei casi, e che includono l’ecocardiogramma; l’ecocolordoppler vascolare; l’Holter pressorio, registrazione della Pressione Arteriosa per 24 ore; l’ECG dinamico secondo Holter, elettrocardiogramma registrato per 24 ore; il test da sforzo; la risonanza magnetica nucleare; la TAC; la scintigrafia; ecc.

Le malattie cardiovascolari rappresentano ancora oggi la principale causa di morte nel nostro Paese, ancora prima delle malattie tumorali. Pertanto, è molto importante fare prevenzione, migliorando l’alimentazione, svolgendo una regolare attività fisica eliminando fattori di rischio o sottoponendosi ad esami ematochimici di routine.

Per i soggetti in buona salute si consiglia di effettuare visite di controllo cardiologico negli uomini a partire dai 40 anni e nelle donne a partire dai 50 anni. Occorre ricordare che, dopo la Menopausa, il rischio cardiovascolare incrementa nella donna, sino a superare, sovente, quello dell’uomo.

Patologie cardiologiche

Le patologie cardiologiche o cardiache rientrano, insieme alle patologie vascolari, nel gruppo delle patologie cardiovascolari. In particolare, le patologie cardiache racchiudono le cardiopatie, ovvero le malattie che interessano il cuore, le relative valvole, mentre le patologie vascolari includono quelle delle Arterie, i vasi sanguigni che portano il sangue verso gli Organi della periferia o verso il cuore (arterie Coronarie) o delle Vene (ad esempio le varicosità delle Vene). Di seguito le principali patologie cardiache e vascolari:

Scompenso cardiaco o insufficienza cardiaca è una sindrome causata dall’incapacità del cuore di fornire la giusta quantità di sangue agli altri organi.

Miocardiopatie o cardiomiopatie sono malattie del miocardio, spesso silenziose e trasmesse geneticamente, tra cui la cardiomiopatia ipertrofica, dilatativa e restrittiva.

Malattie delle coronarie o coronaropatie sono malattie congenite (malattie rare) o acquisite che riguardano l’alterazione delle arterie coronarie. La cardiopatia ischemica o ischemia miocardica è un’insufficienza dell’apporto di sangue e di ossigeno al cuore, causata da un’ostruzione delle coronarie. La causa più comune è l’aterosclerosi.

Infarto miocardico è la necrosi di una parte del muscolo cardiaco, dovuta all’ostruzione di un’arteria coronarica, che causa l’assenza del flusso di sangue e ossigeno nel cuore.

Ipertensione arteriosa è l’elevato aumento (oltre i valori normali) della pressione del sangue nelle arterie. Non è una malattia, ma è un fattore di rischio per lo sviluppo di altre malattie cardiovascolari.

Aritmie sono disturbi del ritmo cardiaco: partendo dalle semplici extrasistoli, passando per aritmie atriali quali la fibrillazione e flutter atriale, fino ad aritmie più severe come la tachicardia e la fibrillazione ventricolare.

Malattie delle valvole cardiache o valvulopatie sono causate dalla degenerazione o difetto (congenito o acquisito) di una delle quattro valvole del cuore.

Riabilitazione cardiologica dei pazienti operati di cuore o reduci da un episodio cardiaco acuto quale infarto del miocardio, scompenso cardiaco o intervento al cuore, che mira a favorire il miglioramento delle condizioni fisiche e la ripresa della quotidianità.

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